Il peso dei giudizi
Io: “… Come si trova qui da noi? E’ riuscita ad organizzarsi con gli orari?”
Sig.ra L.: “Molto bene, grazie! Ho solo difficoltà quando la sera frequento il corso di CATIA V5. Perché sa Elisa, non è mica come frequentare un corso di cucito e uncinetto…”
Sono un’impiegata amministrativa del personale o meglio assistente, usiamo i termini giusti, del Responsabile del Personale di un’azienda e queste parole mi sono state dette da una signora appena assunta.
Non mi sono offesa per quello che ha detto, probabilmente lei non ha avuto una nonna che da bambina la faceva giocare con i ferri, l’uncinetto e fili di mille colori per creare sciarpe alle bambole e presine (per non far bruciare la mamma in cucina). No, probabilmente no!
Le sue parole mi hanno fatto riflettere su quanto spesso sminuiamo tutto quello che non ci interessa, quante volte giudichiamo qualcuno solo in base al lavoro che svolge e alle passioni che ha.

Nel mio lavoro, sento spesso durante la valutazione del curriculum vitae: “questa ha solo fatto la cameriera, questa ha solo lavorato come badante, ecc“, poi noto con stupore che sono andata a mangiare dove ha lavorata la cameriera del curriculum vitae e penso che se non ci fosse stata lei, o per assurdo se nessuno facesse quel lavoro, io non sarei potuta andare a cena fuori e farmi servire e riverire.
Bisogna ammettere di aver sbagliato ad usare alcune parole.
Non sto dicendo che tutte le persone vanno bene a fare qualunque lavoro, non voglio sminuire l’ingegnere aerospaziale, vorrei soltanto che il valore e la ricchezza delle persone non si misurasse in soldi o in passioni.
Tutti meritano rispetto, a volte è meglio dare che ricevere e se tutti ci sforzassimo di essere meno egoisti e un po’ più altruisti i rapporti umani sarebbero la cosa più preziosa al mondo.

Il tema del lavoro è un argomento ricorrente in questo periodo, soprattutto se a stretto contatto con i valori fondamentali della vita: la libertà, la felicità, la dignità … mio padre mi ricorda sempre, cito le sue testuali parole “non si vive per lavorare ma si lavora per vivere“. Ogni lavoro, dal netturbino al manager, ogni passione, dal giardinaggio alla letteratura, non deve essere un metro ci giudizio per la nostra vita.
Come dice la campagna pubblicitaria Play with time di Martini
“La ricchezza non si misura in soldi, si misura in tempo”.
Questa dovrebbe essere l’ambizione della vita di tutti, avere tempo di vivere la propria vita con rispetto e dignità ma soprattutto come più ci piace.